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Black Jack
Comic Art - mensile (serie regolare)
Dynamic Italia - volume unico
(selezione di storie)
Et voilà! Eccomi di nuovo in campo per parlarvi di un fumetto che vale
davvero la pena di comprare (come "Due Come Noi", del quale peraltro
ho curato io la recensione per Tiphares. Cosa centra, vi state
chiedendo? Niente, è soltanto che è una serie mito e volevo
ricordavelo). Già, un manga che non dovrebbe mancare nella vostra
fumettoteca (ma è una mia impressione o sto parlando come i tizi dell
televendite?). E da un paio di mesi a questa parte sta uscendo in
Italia la serie regolare di Burakku Jakku (si legge Black Jack o,
piuttosto, è così che lo scrivono i jappo). Perchè parlo di serie
regolare, direte voi? Bella domanda rispondo io. Bella risposta direte
voi. Bella battuta ribatto io. Bella (sbonk! ndqualcuno)...ahi... va
bene, va bene parlo di serie regolare perchè più di un anno fa la
Dynamic Italia pubblicò un volume unico contenente le storie migliori
(a loro parere) del fumetto di Tezuka. Tuttavia questo volume, a me
personalmente, non aveva fatto altro che stuzzicare l'appettito. Fame
che, finalmente, sta venendo saziata. Ma ora mi farò carico una delle
prove più difficili per un essere umano: proverò a procedere con
ordine. E partiamo dall'autore. Sicuramente chiunque si ritenga un po'
esperto sa che stiamo parlando della fertile mente che ha creato "Kimba,
il leone bianco" (Jungle Taitei.ndRyo),"Astroboy" (Tetsuwan Atom.ndRyo)
e "La principessa Zaffiro" (Ribbon no kishi.ndRyo), giusto per citare
i più famosi. E' un autore che nonostante lo stile di disegno molto
semplice e quasi infantile, ha saputo rappresentare storie belle e
profonde dalle tematiche intelligenti e impegnate. E proprio questa
serietà e disquisizioni morali rappresentano la parte più importante
(ed interessante) di questo fumetto. Questo non deve farvi pensare che
i fumetti di Tezuka siano noiosi, anzi, oltre al tratto semplice e
senza fronzoli, questi sono contraddistinti da una narrazione veloce e
chiara in cui la drammaticità di una situazione non deve straziare il
lettore (anche se certe volte ci riesce lo stesso), ma serve ai fini
della storia e del messaggio contenuto in essa (in Burakku Jacku è
presente in ogni episodio qualcosa su cui riflettere). E' davvero un
grande. Ma esattamente cos'è questo "Fante Nero"? Allora (sessanta
minuti ahahahah), tale Kuroo (questo non vi dico come si legge in
giapponese) viene coinvolto da piccolo in un terribile incidente quasi
mortale. Ma un dottore (tale Honma, che apparirà o verrà citato in
varie storie) lo salva con un intervento quasi miracoloso, in cui il
problema maggiore fu di trovare un bambino che offrisse un po' pelle
per rattoppare la sua faccia. Tra tutti i suoi compagni di classe
l'unico fu Takashi, il suo unico vero amico. Takashi era un
sanguemisto afroasiatico, da cui il colore della pelle scuro nella
metà sinistra del viso (ricordatevi che il manga è ribaltato). Kuroo
(a proposito del nome, indovinate da che parte del corpo ha preso il
lembo di pelle il dottor Honma) non si sottoporrà mai a nessuna
operazione per mettersi una pelle normale, per mantenere vivo il
ricordo di questa amicizia, e, dopo questa esperienza (il suo
incidente) prende la decisione di studiare medicina. Prende in seguito
la laurea, ma non la licenza, e lavora clandestinamente chiedendo
somme enormi. Ma i clienti non mancano perchè lui è il miglior
chirurgo del mondo. Questa è la sua storia, ma lui com'è? Beh, è un
eroe, questo è certo. Si fa pagare la parcella solo da chi può
permettersele e capita spesso che dia il suo aiuto gratis a chi non
può pagare (naturalmente se lo merita). Il suo unico difetto in realtà
è l' assoluta mancanza di modestia. Altra caratteristica di questo
fumetto è l'alta presenza di nozioni di medicina, cosa normale
considerato l' argomento. Ma, sebbene una parte delle informazioni sia
scientificamente corretta (pare che si rifaccia ad alcuni vecchi testi
medici, dal quale ha copiato anche qualche disegno. Perlomeno è ciò
che mi ha confermato mia sorella, medico laureato.ndRyo), Tezuka
riempe il fumetto di malattie inventate e interventi al limite del
fantascientifico (e forse oltre), fuse perfettamente con la storia da
poter sembrare verosimili (anche se alcuni casi sono proprio
surreali). Black Jack è senza dubbio un manga "impegnato", che non
manca occasione di mostrare i peggiori difetti degli esseri umani e le
loro debolezze. Ma, tuttavia, non manca di momenti poetici e di lieti
fini. Il tratto semplice impedisce che le scene risultino troppo
cruente visivamente e, a mio parere, la mancanza di dettagli rende più
veloce e scorrevole la lettura, cosa che in parte sopperisce al
disegno scarno. Giudizio finale? Imperdibile. Tezuka ha messo in
questo Black Jack quel qualcosa in più che distingue un grande fumetto
da uno semplicemente bello. Naturalmente questo discorso vale
soprattutto se vi piace il genere, ma anche se non vi piace, date
comunque un' occhiata ad un numero (uno intero, non un singolo
episodio), facendovelo magari prestare da un amico: potreste cambiare
idea e scoprire che non esistono solo kamehameha (o che non esistono
solo fumetti umoristici, o che non esistono solo shojo manga, o che
non esistono solo manga d' azione, o che non esistono solo...).
Simpaticamente vostro
Muflo
Nel
mare magno delle pubblicazioni manga in Italia, finalmente un
fumetto che vale tutto il proprio prezzo di copertina. Non
lasciatevi spaventare dal tratto un po' datato: potreste
scoprire che non sono solo i Kappa Boys e la Planet manga a
portare dei buoni titoli in Italia.
Ryo Saeba |
Copyright: Tezuka
Productions Co., Ltd
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