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Intervista alla traduttrice Simona Stanzani
Una
segnalazione interessante da Manga for ever...su un'intervista
rilasciata da una traduttrice italiana,Simona Stanzani ad una
rivista Nipponica...Mangaforever ha ottenuto una traduzione
dell'intervista...sicuramente interessante l'intervista non solo per
conoscere meglio Simona Stanzani ma anche per capire meglio come il
Giappone guarda i Gajin che si occupano dei manga...
Il link
www.mangaforever.net/forum/index.php?showtopic=8270
Sul sito di "Pingmag"( un s sito nipponico )..è apparsa
un'intervista all'italiana Simona Stanzani, che traduce molti dei
titoli di maggior successo in Italia, tra cui "Bleach" e "Steel Ball
Run".
Sarà interessante scoprire la sua storia e gli aspetti più
particolari del lavoro di traduzione!
Da 15 anni, Simona Stanzani traduce manga dal Giapponese all'Italian.
E non manga qualsiasi, ma i pezzi grossi dei generi shojo e shonen:
"Air Gear", "Bleach", "Steel Ball Run", "Host Club" e "Nana"! Una
professione abbastanza speciale e scommetto che molti la invidiano.
Come è arrivata fin lì? PingMag è andato a trovare Simona
nell'amabile complesso Nakameguro di Tokyo, dove vive attualmente...
Semplice domanda: Come sei diventata ciò che sei oggi - una
traduttrice di
manga?
E' cominciata così: Quando ero piccola, cominciarono a trasmettere
sulla Tv italiana anime come "Heidi", la coproduzione nippo-svedese
"Barbapapa" o "Vicky the Vicking". Solo che non sapevamo che erano
giapponesi perché eravamo talmente abituati ai fumetti americani o
all'animazione francese. E la cosa che mi fece più impazzire fu "Grendizer"
("Goldrake"), un cugino del "Great Mazinger" di Go Nagai, il
creatore del genere e padre dei robot giganti anni '70. Così,
cominciai a disegnare fumetti con i personaggi dell'animazione. A 14
anni il mio sogno era di venire in Giappone e diventare una
fumettista. E all'età di 17 anni cominciai a studiare Giapponese.
A 17 anni??
Il fatto è che avevo lasciato la scuola così non avevo un diploma
delle scuole superiori. Ma sapevo che a Bologna tenevano un corso di
Inglese. Andai lì presso un professore dell'Università e gli dissi
che che volevo assolutamente studiare il Giapponese. Mi disse "OK!".
Così. Studiai per appena due anni! Dopodiché, c'erano tanti ragazzi
interessati all'animazione e ai fumetti giapponesi, il che ci rese
una piccola comunità. Ognuno conosceva l'altro da differenti città,
e c'erano differenti gruppi che facevano fanzines. Alla fine, alcuni
di loro decisero di formare un'azienda a Bologna per pubblicare
manga con il supporto di un grosso editore.
Entrarono in contatto con me e, non appena ebbi finito il mio corso
di Giapponese, cominciai a lavorare con loro nel 1992. In più, non
avevo bisogno di studiare i manga. Sono una fumettista anch'io, e
anche se la mia professione è scrivere, un fumetto per me è una
maniera molto naturale per esprimermi.
il resto su manga for ever ovviamente
a cura di
DOMENICO V