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Silvia D'Elia

PRESENTATI, QUANDO NASCE LA TUA PASSIONE PER I CARTOON

     Ciao, mi chiamo Silvia d’Elia, sono nata a Bergamo, il 30 ottobre 1978 (quindi scorpione).

     A Bergamo però sono solo nata perché sono vissuta a Milano fino ai 16 anni, poi a Cesena (FC) fino ai 18 (anno della maturità classica), per poi tornare a Milano a far l’Università Architettura … e una volta laureata?

     Con la Tesi di Laurea la mia compagna di Tesi ed io abbiamo vinto il primo premio del concorso Mimì Garelli,  indetto dal Politecnico di Torino, per l’ideazione di una nuova metodologia progettuale di riqualifica e recupero, urbano e  sociologico. 

… lì è stata la svolta: Architetto? Si va bene, ma non mi sentivo completa.

     C’era dentro di me una vocina, che sentivo sussurrare da quando ero all’asilo, una vocina e delle immagini soprattutto di animaletti che non potevo non ascoltare, non potevo dimenticare che il mio piccolo sogno era di far cartoni animati.

… e così mi sono lanciata, di giorno uno studio di architettura e la sera una scuola di cartoni animati…

Tutto questo a Milano dove ho fatto un cortometraggio per uno spettacolo teatrale.

     “…camaleonte…”, cortometraggio d’animazione tradizionale,  tratto dalla sceneggiatura dell’arch. G. Pigafetta “Il camaleonte di Perrault”, proiettato a Milano:

J       durante l’omonimo spettacolo teatrale presso lo spazio Xpò, Milano (21-26 aprile 2004)

J       e successivamente in occasione della mostra “Parola di Animale” di S. Giordano (22 maggio 2004)   

 

IL TUO CARTONE PREFERITO

La città incantata di Hayao Miyazaki  

 

PERCHE’

    E’ un capolavoro. Ogni volta che lo vedo rimango con il fiato sospeso, quando sono giù di morale la sua visione riesce a farmi entrare in una dimensione talmente poetica che tutto ciò che mi circonda diventa fatato… che dire, Miyazaki è un genio.

 

QUANDO HAI PENSATO DI CREARE IL TUO LAVORO, PERCHE’ E’ NATO

    Mentre ero alla scuola d’animazione.

    Sono un’irrequieta e non mi bastavano tre minuti di animazione del “…camaleonte…”, volevo di più, volevo fare un qualcosa che potesse appagare quell’attesa a cui avevo costretto quella bimba dell’asilo, perseguendo studi non proprio attinenti, ed è noto quanto e come può pestare i piedi una bimba per farsi accontentare… 

   Rimanere a Milano? Era giunto il momento di andar via, perché diciamo la verità a Milano si lavora troppo e se volevo anche disegnare non potevo lavorare 16 ore al giorno con una paga da fame e poi … non ne vedevo il senso: volevo fare  un cartone animato di protesta contro lo sfruttamento, non potevo farmi sfruttare.  Ma dove andare?

   Ho spedito i curriculum vitae per quasi tutta Italia escludendo qualche regione troppo fredda e prediligendo quegli studi di architettura che si occupavano di progettazione di allestimenti, di discoteche e di locali per il divertimento.

   La risposta mi è giunta da Rimini. Armi e bagagli sono partita e sono giunta ad Igea Marina.

   Quì,  in una casetta sul mare, molto fredda, ma con una vista spettacolare (classico abuso edilizio:  costruita sulla sabbia) è nato il mio piccolo capolavoro “L’Asino Rosario e il lupo, cinque favole di Esopo liberamente trattate” .

 

PRESENTA IL TUO LAVORO

    E’ un cortometraggio d’animazione tradizionale di 26 minuti. I fotogrammi sono prima disegnati e colorati a mano poi acquisiti tramite scanner ed, infine, elaborati al computer. Ogni scenografia rappresenta un esperimento di tecniche pittoriche e materiali differenti.

    Le musiche sono originali e i doppiatori sono tutti attori fantastici.

    Il pretesto per realizzare questo cortometraggio è stata l’idea che mi è venuta, insieme all’editore di una casa editrice di Milano (Edizioni Crapapelada-Milano), di fare un concorso per giovani illustratori sconosciuti, argomento dell’illustrazione erano le favole di Esopo. Ai 150 libri editati a seguito del concorso (Favole Esopo Edizioni Crapapelada-Milano Via Savona, 12) è allegato il DVD che contiene il mio cortometraggio d’animazione “L’asino Rosario e il lupo”. Il DVD è in vendita anche singolarmente.

 

TRAMA

“L’Asino Rosario e il lupo”

cinque favole di esopo liberamente trattate

 

Questa è la favola, o meglio le cinque favole, dell’Asino Rosario e degli altri animaletti che incontra.

Rosario è un asinello selvatico, entusiasta ed ottimista, e qualsiasi impresa gli sembra bellissima.

In questa favola lui vorrebbe diventare un leone, o meglio come dice lui un “Lione”, perché è convinto che il Lione è un animale forte, maestoso e che tutti gli altri animali lo rispettano, che il Lione … insomma è il Lione!

Così un bel giorno ecco un’occasione bellissima un Tirocinio per diventar Lione.

Rosario si precipita per proporsi. Davanti a lui c’è un Leone che regge ormai da parecchie ore un cartello di offerta tirocinio.

Questo Leone aveva escogitato un modo per attirare qualcuno a lavorare al posto suo, visto che era un po’ pigro e svogliato.

Entrambi d’accordo quindi fanno  una società per catturare le Capre Selvatiche, animaletti un po’ brutti, che vivono su un’alta roccia e cantano tutto il giorno.

Rosario, armato del suo grande coraggio, intraprende la scalata dell’altura, giunto in cima raglia e … non si sa bene chi si spaventa di più, tra lui e le Capre, queste si lanciano dalla roccia dove il Leone le raccoglie in un sacco.

A questo punto Rosario si fa avanti, fiero del suo lavoro, chiedendo un riconoscimento al Leone, ma questi, brutto e antipatico, ottenuto il suo scopo, lo prende un po’ in giro e va via.

Misteriosamente le Capre Selvatiche scappano dal sacco.

 

         Rosario tuttavia non si perde d’animo, e dopo aver attraversato una città grigia e silenziosa, incontra in un bel prato l’asino domestico, Calogero, tutto magro e smunto.

Gli sembra l’animale più felice del mondo: tutto quel prato solo per lui!

Il padrone di Calogero, però, comincia a far sentire la sua voce tonante e il povero asino domestico terrorizzato ricomincia a lavorare trascinando cose pesantissime e beccandosi pure una scatola in testa…

Rosario fugge via pensando che Calogero è matto a rimanere lì e a non scappare via e…

Uao! Vede, in una vetrina di lusso, una pelle di Lione. In un batti baleno tutto il suo entusiasmo torna. Ora si che potrà diventare un vero Lione!

Se la mette subito e corso al centro di una piazza si mette a ragliare spaventando tutti gli animaletti che passano, fino a quando una Volpe, zampettando zampettando, non lo smaschera e, in un colpo solo, gli porta via la pelle di Lione e tutto l’entusiasmo.

Buuu! Povero asino Rosario!


         Nel frattempo nella sua caverna un orsetto cresceva, piano piano, studiando su tanti tanti libri talmente tanti che alla fine la sua caverna era diventata un’enorme biblioteca e lui era quasi sommerso dai libri. L’orsetto credeva molto nello studio e nel fatto che, grazie a questo, avrebbe trovato un lavoro, che gli piacesse e ben pagato.

Tuttavia, terminati gli studi l’orsetto, ormai Orso,  nonostante cercasse dappertutto, non riesce a trovare lavoro.

Quindi è sempre più triste nella sua caverna quando ecco che compare una bella Cerbiatta e, in un attimo di magia, si innamora e dimentica tutto, studio e lavoro, e la segue.

Il Leone, intanto, scopre che il  sacco delle capre è vuoto, e mentre si dispera vede anche lui la bella Cerbiatta e la insegue.

Tra Leone e Orso è subito battaglia.

Si lanciano, si azzuffano, si spennano alla fine sono distrutti e fra i due litiganti arriva ancora la  Volpe con ancora la pelle di Lione in bocca che in un istante si porta via anche la Cerbiatta.

E Rosario?

 

Ora Rosario, Orso e Leone si insospettiscono e decidono di allearsi per capire come mai nessuno riesce ad ottenere ciò che desidera.

Uniscono i loro pensieri e scoprono attraverso una serie di flashback che tutto ciò che è  capitato fa parte di un losco piano del Lupo che ha emanato una legge che fa contento solo lui.

Orso, Rosario e Leone ormai decisi a rimettere le cose a posto balzano alla volta del Lupo. Lo trovano colmo di oggetti rubati, ma Rosario lo smaschera davanti a tutti e con un bel calcione lo butta giù dal suo trono.

In un attimo tutto si trasforma riprendendo toni più naturali, gli animali liberati dalla legge smettono di parlare come gli umani e riprendono le loro vere sembianze.

Il leone non più pigro corre dietro alle capre nella savana, l’orso non più studioso si gratta su un albero e si addormenta, i due asini liberi da stereotipi diventano uguali e la volpe si innamora e fa famiglia.

 

FAVOLE DA CUI TRAE SPUNTO LA SCENEGGIATURA

 

J       IL LEONE E L’ASINO CHE ANDAVANO A CACCIA INSIEME

J       L’ASINO SELVATICO E L’ASINO DOMESTICO

J       L’ASINO VESTITO DELLA PELLE DEL LEONE E LA VOLPE

J       IL LEONE, L’ORSO E LA VOLPE

J       IL LUPO E L’ASINO

 

 

SOGNI NEL CASSETTO

    Creare uno studio d’animazione che faccia grande il Cinema di Animazione italiano e dove la gente che vi lavora non venga sfruttata e mal pagata. Girare l’Africa e fare un cartone animato per il WWF.

    E chiaramente, quasi dimenticavo, trovare un produttore.

 

PROGETTI FUTURI

   Collaborare con un amico regista per un corto animazione-film, molto divertente.

   Progetti d’architettura in genere e risolvere il problema della disoccupazione, o meglio della scarsa o mancata retribuzione.

   Produrre le magliette del cartone animato.

 

ALTRO

   Vi farò sapere presto le date di proiezione.

   E,  per finire il racconto dei miei trasferimenti ora mi trovo a Santarcangelo di Romagna.

   Per qualsiasi curiosità potete contattarmi al mio indirizzo e-mail: silviasalamandrina@yahoo.it.

 

by Enrico Ruocco

 

 

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