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ROBOT
Fenomenologia dei giganti di ferro giapponesi
a cura di Gianluca Di Fratta
196 pp., cm 14,80 x cm 21, illustrazioni in b/n,
brossurato con copertina a colori
Euro 14,50
Con
l’introduzione dei primi anime di genere
robotico nei palinsesti televisivi europei, va
gradualmente emergendo nell’immaginario collettivo
una nuova percezione del concetto di robot: il
gigante di ferro, colosso tecnologico
dall’impareggiabile armamentario e dall’indomabile
spirito guerriero destinato ad attualizzare l’eterno
conflitto tra il Bene e il Male e a ispirare una
nuova categoria di valori etici e comportamentali.
Ma, soprattutto, a fornire una percezione sempre più
tecnologica del Giappone e della sua società.
Attraverso un confronto con la storia e la cultura
della robotica in Occidente, i punti di contatto tra
le due tradizioni e le influenze reciproche sul
piano tecnologico, è possibile evidenziare il valore
simbolico assunto dai robot in Giappone. In perenne
oscillazione tra un passato remoto di antiche
tradizioni e il desiderio di avanguardia nella
produzione e nell’anticipazione di un mondo
tecnologico, l’immaginario giapponese ha conferito a
quesi ultimi l’aspetto di antichi samurai e
li ha trasformati in uno stendardo sul quale
campeggia l’immagine di un Giappone che racchiude in
sé la ritualità del cerimoniale e la precisione
meccanica del congegno. In questo contesto, un ruolo
fondamentale è stato svolto dall’industria del
giocattolo che per prima ha esportato un’immagine
ludica del robot giapponese, ma anche da una cultura
cinematografica di genere fantascientifico che sul
gigantismo ha imperniato la sua più ampia
produzione.
Contributi critici di Alessia Martini, Marco Pellitteri, Roberta Ponticiello, Guglielmo Signora, Alessandro Vietti.