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Cosa c'è di più intersante di un sfida nella sfida? Con
Matrix non c'è stata solo la volontà di realizzare qualcosa
di innovativo regalando al mondo un nuovo modo di fare e vedere la
fantascienza, ma anche di spalancare le porte ad un vero e proprio mondo
parallelo, un mondo da esplorare in cui tutti possono dire la loro. Il
plot principale della saga non ha più dunque importanza, ciò che conta è
la dimensione dove la saga si svolge e gli innumerevoli punti di vista che
questa può generare. Nasce così il fenomeno dell'expanded universe,
già in effetti provato da un'altra trilogia, quella di Star Wars,
un fenomeno per il quale fan, più o meno accreditati, più o meno famosi,
danno il loro contributo alla creazione di un mito. Matrix, come già Star
Wars si è tramutato dunque in mitologia.
Già ai tempi della prima comparsa cinematografica della
storia di Neo, un tentativo di raccontare storie parallele di Matrix
era stato fatto con diversi racconti e fumetti che circolarono dapprima
sulla rete poi in raccolte "tradizionali" come le opere di Neil
Gaiman, Tim Sale, Ted Mckeever. Inoltre sono fioccati
numerosi siti, fanfic, videogiochi che hanno donato alla saga nuovi
interessanti contributi.
Proprio su questa idea si muove il progetto ANIMATRIX, a
differenza che queste nuove iniezioni tematica sono realizzate proprio
sotto la guida diretta degli stessi autori delle pellicole, i
Fratelli Wachowski
Tramite l'utilizzo di questi nove cortometraggi i due autori
cercano di dar luce a nuove sfumature alla storia del Matrix
cinematografico anche raccontando gli avvenimenti avvenuti prima e
durante le avventure descritte nelle pellicole. Nove cortometraggi per
otto storie (Il secondo rinascimento, è diviso in due parti e narra
la lunga guerra tra gli uomini e le macchine), in cui i migliori autori
dell'animazione giapponese odierna si danno il cambio per riportare Matrix
allo stile che lo aveva ispirato. Una delle sfide di Animatrix è dunque,
per il produttore Michal Arias, proprio nel vedere come
questi maestri indiscussi potessero interpretare l'universo tematico della
Saga e come questi autori fossero in grado di realizzare queste
interpretazioni. Un ritorno alle origini, dunque, Matrix nasce proprio
come tributo a tutto quel cinema di fantascienza nipponico realizzato a
cartoni animati, anime e oav. Una produzione vastissima che con pellicole
come Ghost in The Shell, Akira, Armitage The Third,
ha influenzato pesantemente la trilogia dei fratelli Wachowski.
Questi capolavori, travolgenti e sbalorditivi sono realizzati
ognuno con uno stile estremamente diverso, eppure così familiare per ogni
appassionato di anime: si passa dal più tipico stile giapponese di
Kawajiri, Chung e Morimoto, all'uso sapiente della
computer graphic della Square (Final Fantasy) fino al tratto
ibrido digitale di Maeda. Stile davvero particolare è quello
fotografico occidentalizzante di Watanabe (cowboy Bebop) che
nel suo "Storia di Un Ragazzo" solo per un attimo si rileva la figura
dell'Eletto.
Matrix è una saga che è diventata Mito, nella quale
Animatrix ne è diventata l'Epica. Un tentativo splendidamente riuscito di
unione tra narrazioni, temi e stili completamente diversi fra loro
ma che si uniscono in maniera indolore completandosi gli uni con gli altri
nel mondo parallelo creato dai fratelli Wachowski.
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