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Ghost
in the Shell - Stand Alone Complex - Ps2
Genere: Azione
Produttore: SCEI
Sviluppatore: Cavia
Lingua: ?
Numero giocatori: 1-4
Data di uscita: 4 marzo 2004 (jap)
Ghost in the Shell - Sito
Masamune Shirow è un autore di nicchia molto conosciuto ed amato nella
nemmeno troppo ristretta cerchia di appassionati degli anime in generale e
del cyber-punk in particolare: autodidatta, eclettico quanto basta per
saper disquisire di etica, scienza e filosofia, alterna nelle sue opere
scene d'azione e trame complesse, sproloqui esistenziali e una visione del
futuro in qualche maniera solida e credibile. Nonostante sia sulle scene
da più di un decennio, le sue opere si contano sulle dita di una mano:
autore poco prolifico, di lui si conoscono ed apprezzano Appleseed,
Dominio, Orion ed, appunto, Ghost in the Shell, più tutta una serie di
storie più o meno brevi.
Appleseed, Dominion e Ghost in the Shell hanno inoltre beneficiato di una
trasposizione animata ma solo quest'ultima opera è uscita dall'anonimato
grazie al bellissimo film d'animazione realizzato nel 1995 ed apprezzato
soprattutto all'estero (si trattava in effetti di una coproduzione di
Bandai e Manga Video): da allora il nulla, con il manga serializzato a
rilento e nessuna notizia di nuove produzioni, almeno fino ad oggi, quando
l'uscita di una nuova serie di cartoni che prendono spunto dal manga di
Shirow ha fatto salire nuovamente le quotazioni del prodotto ed offerto
alla Sony l'idea per un nuovo gioco.
Lo
spirito nel guscio
A dire il vero questo per PS2 non è il primo gioco dedicato a Ghost in
the Shell: già nel 1997, su Playstation, uscì un tutto sommato anonimo
sparatutto rivolto esclusivamente agli appassionati della serie.
Oggi i membri della nona sezione tornano in azione nei panni dei due suoi
membri più rappresentativi, il maggiore Motoko Kusanagi e il suo fedele
braccio destro, Batou.
Siamo a Tokyo in un prossimo futuro, la rete informatica ha oramai invaso
ogni aspetto della vita quotidiana e la fusione tra uomo e macchina non è
più un'utopia: naturalmente come ogni tecnologia, le sue applicazioni
possono essere distorte ed ecco allora prendere forma un nuovo tipo di
criminalità cybernetica che va combattuta utilizzando gi stessi mezzi.
In questo mondo futuristico praticamente ogni essere umano ormai è
collegato alla rete tramite innesti cyberbetici posti alla base del collo.
Ma un gradino sopra nella scala evolutiva stanno i cyborg, esseri
senzienti ed autocoscienti praticamente identici ad un essere umano tranne
che per il fatto di essere del tutto artificiali: la loro particolare
struttura gli permette di navigare liberamente per il cyberspazio come
nessun umano è in grado di fare e li rende particolarmente idonei alle
missioni più rischiose. I nostri eroi sono, infatti, due cyborg!
Agenti
del futuro
La presenza di due personaggi giocabili presuppone, logicamente, approcci
diversi al gioco: in effetti Motoko è l'elemento agile ed acrobatico del
gruppo mentre Batou è quello massiccio ma lento, resistente ed in grado di
maneggiare armi di proporzioni inimmaginabili. In ogni caso l'avventura
richiede l'utilizzo di entrambi, che entreranno in gioco a seconda delle
caratteristiche della missione. Pare inoltre che sarà possibile utilizzare
anche un terzo personaggio, il carro armato senziente Tachikoma (un
classico nelle opere di Shirow).
Particolare cura è stata dedicata ai comandi che presuppongono l'utilizzo
di entrambi gli stick analogici, il sinistro per spostare il personaggio
ed il destro per muovere la telecamera e, nel contempo, il reticolo di
mira, soluzione che promette di gratificare l'utente con un controllo
sempre impeccabile ed al contempo spettacolare: per il resto potrete
sparare, correre, accovacciarvi, saltare, schivare e compiere tutta una
serie di azioni funzionali alla situazione in cui vi trovate.
L'approccio alle missioni è quasi sempre diretto, con poco spazio per lo
stealth: le sparatorie sono all'ordine del giorno, l'I.A. dei
nemici non sarà particolarmente complessa ma almeno avranno il buon senso
di cercare un riparo e fare fuoco piuttosto che caricare frontalmente.
Occasionalmente, poi, avremo a che fare con i classici boss che tenteranno
di portare a termine quello che i loro scagnozzi hanno fallito:
eliminarci!
Batou e Motoko partiranno sempre con il loro corredo standard ma saranno
in grado di raccogliere ed utilizzare la armi raccolte sui corpi dei
nemici abbattuti, anche se, realisticamente, non potranno comunque
portarsene dietro oltre una certa quantità.
A causa della vocazione all'immediatezza del gioco, gli enigmi presenti
saranno pochi e per lo più "ambientali": dovrete esplorare con attenzione
la locazione per scoprire il modo di proseguire. I due protagonisti,
inoltre, avranno anche la possibilità di collegarsi ed hackerare i
terminali dei nemici per sabotarli, scoprire i loro sistemi di difesa o
anche per prendere temporaneamente il controllo di apparecchiature, robot
e persino sentinelle.
Tecnicamente il titolo Cavia (gli stessi di Drakengard) non stupisce,
almeno da quanto è dato finora di vedere dalle immagini e dai filmati, ma
la realizzazione dell'ambiente di gioco promette di riproporre fedelmente
le atmosfere ed i particolari tanto cari all'autore nipponico.
Tre livelli di difficoltà e la previsione di una modalità in multiplayer
(fino a 4 giocatori si sfideranno in Deathmach tutti contro tutti o
a squadre) dovrebbero infine garantire una discreta longevità all'ultimo
prodotto Sony.

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