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SPECIALE Il Codice Da Vinci

 

Cast: Tom Hanks, Christopher Fosh, Jurgen Prochnow, Clive Carter, Alfred Molina, Etienne Chicot, Jean Reno, Paul Bettany, Ian Mckellen
Regia:
Ron Howard
Sceneggiatura:
Akiva Goldsman
Data di uscita:
19 Maggio 2006
Genere:
Thriller
Distribuito da:
SONY PICTURES RELEASING ITALIA

 

“Il Codice Da Vinci”: grande opera o grande bluff?

  

Ron Howard e Akiva Goldsman, regista e sceneggiatore premi Oscar per “A Beautiful Mind”, tornano insieme per portare sul grande schermo “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown, uno dei romanzi più popolari e oscuri dei nostri tempi. Stellare il cast, guidato dal due volte vincitore della Academy Award Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno, Sir Ian McKellen e Alfred Molina.

Questo film è oggettivamente offensivo per i cristiani. Howard rappresenta l’aggressore e i cattolici sono vittime di un’offesa. Non si può privare l’aggredito del diritto di esprimere il suo punto di vista. Alcuni ecclesiastici hanno fatto delle dichiarazioni e l’Opus Dei ha richiesto rispettosamente di includere all’inizio del film che si tratta di un’opera di fantasia. Non c’è nulla di violento in questo. Piuttosto sono i ritratti odiosi, falsi e ingiusti che alimentano l’odio e il sospetto.
Secondo le presunte dichiarazioni Howard sostiene che si tratta soltanto di un film, di una storia inventata e che non bisogna prenderla in considerazione. Esse influiscono nel nostro modo di vedere il mondo, soprattutto fra i giovani. Certamente la creatività artististica ha bisogno di libertà, però la libertà non si può separare dalla responsabilità.

Il romanzo si fonda su una serie di credenze esoteriche, neo-gnostiche e femministe che si pongono in diretta opposizione al Cristianesimo. Sostiene ad esempio che Gesù e Maria Maddalena fossero sposati; e questa è solo la punta dell’iceberg!

Tra le righe emergono sistemi di credenze che considerano il Cristianesimo come menzognero, violento e sanguinario, la Chiesa cattolica come un’istituzione sinistra e la verità in definitiva come la creazione e il prodotto di ciascuna persona.

Dan Brown, l’autore del romanzo ha ammesso in alcune interviste che gran parte delle idee del “Codice Da Vinci” non derivano originariamente da lui. Il bagaglio intellettuale, ideologico e spirituale del romanzo risalirebbe in realtà a molti decenni, se non secoli, addietro.

Il romanzo non è affatto così innovativo come molti lettori ritengono. Brown ha tratto gran parte delle sue idee da una manciata libri pubblicati recentemente e che hanno una grande diffusione, pieni di teorie cospirative, di strambe raffigurazioni della teologia cattolica e spesso di bizzarre e infondate asserzioni su eventi e personaggi storici. In definitiva, ciò che Brown ha ottenuto è la creazione di un mito popolare che distilla e presenta determinate credenze in una forma non impegnativa, ma dilettevole e attraente.

A questo punto cosa dire di più? La critica prenderà il sopravvento dicendo la sua non appena il film si potrà definire in circolazione…e non solo la critica,ma anche gli spettatori diranno la loro!Sarà un film di quelli che rimarrà nella storia o verrà messo nel dimenticatoio?

 

di Pia Carolina Carfagno

 


Provate a mettere assieme un ex ragazzo prodigio, (Ron Howard), uno sceneggiatore da Oscar (Akiva Goldsman) e un cast d'eccezione (Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno, Sir Ian McKellen e Alfred Molina): il risultato che otterrete è “Il Codice Da Vinci”, versione cinematografica di uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni. Il film, presentato in anteprima al Festival di Cannes e in uscita nelle sale italiane e mondiali il 19 maggio 2006, porta sullo schermo, oltre all’ex Forrest Gump e soci, anche la lunga serie di critiche che il best seller di Dan Brown aveva attirato su di sé da parte dei cristiani più ferventi, che non hanno digerito le numerose tesi “apocrife” sostenute nel libro, credenze esoteriche e neo-gnostiche che si pongono in diretta opposizione al Cristianesimo, arrivando perfino a sostenere che  Maria Maddalena e Gesù sarebbero stati sposati, e avrebbero addirittura concepito un figlio assieme.

“È solo un semplice romanzo, senza pretese teologiche di alcun tipo”, ha sostenuto più volte il suo autore Dan Browne. Fatto sta che, anche se si tratta solamente di un libro, le teorie portate avanti dal protagonista sono entrate fin da subito nell’immaginario dei tanti che hanno divorato le pagine del romanzo alla ricerca di quel sapore di rivelazione-choc che solo un thriller-teologico è in grado di dare.

Messo all’indice dall’Opus Dei, la potente organizzazione accusata nel libro di aver celato per secoli la verità sulla vita di Gesù, “Il Codice Da Vinci” rischia insomma di trasformarsi in una credenza ad uso e consumo della nuova sete di trascendenza che sta contagiando il mondo post-moderno negli ultimi anni. Un mondo in cui fanno la parte del leone le cosiddette “nuove religioni”, dalla new age alle numerose chiese evangeliche (con tanto di telepredicatori al seguito) che stanno sconvolgendo l’intero continente americano, dagli Stati Uniti al Brasile, spesso piegando teorie e interpretazioni delle Sacre Scritture al “mercato” dei potenziali fedeli. Di questo passo, visto che tutti più o meno ci crediamo, si finirà per adorare come un Dio anche Babbo Natale.

 

di Simone Toscano

 


 

 

 


 
 

 

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