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Fanfiction Beyblade REI MAO

Capitolo unico

Nel cuore della tigre

 

“Ragazzi, niente storie, è ora che ce ne torniamo in Cina”.

“Ma Lai, è ancora presto…”.

“Sai quante volte abbiamo rimandato, Mao?”.

“Su, fai un favore alla tua sorellina”.

“Niente da fare”.

“Ma Rei torna con noi?”.

“Me l’aspettavo. Rei, Rei, sempre Rei… Pensi solo a lui!”.

“Ma lui cucina benissimo…”.

“Zitto, Gao, non ti ci mettere anche tu!”.

“Ma cosa ci costa restare ancora un po’?”.

“Insomma, basta! Quando dico no è no!”.

Guardo questo essere incomprensibile che dovrebbe essere mio fratello e mi sento morire. Io voglio restare qui con Rei… Non so perché, ma ho l’impressione che lui non tornerà in Cina con noi. Per questo voglio restare, ancora e ancora. Sento che gli occhi mi si stanno riempiendo di lacrime.

“Dai, Mao, non fare così…”. Lai sembra imbarazzato.

“Sei cattivo con tua sorella!”, interviene il piccolo Kiki.

Cominciano a battibeccare. Sono stufa.

“Lasciatemi in pace”, borbotto andando via.

Mi metto a correre per allontanarmi rapidamente, anche se sento che Lai, Kiki e Gao mi chiamano indietro. Non li ascolto.

Non voglio che nessuno veda le mie lacrime.

 

Non è un mistero il fatto che io sia innamorata di Rei Kon. Del resto, io stessa gli ho dichiarato i miei sentimenti. Ma non è andata esattamente come speravo: lui mi ha detto che mi vuole bene e la cosa è praticamente finita lì. Questo circa due anni fa.

L’anno scorso ci siamo visti ben poco, ma la mia attesa è stata premiata: Rei ha deciso di tornare tra noi Tigri Bianche e ha lasciato la squadra giapponese dei Blade Breackers. Anche se avrei voluto, però, non sono mai riuscita ad affrontare di nuovo l’argomento. Quest’anno insieme è passato come se non fosse mai accaduto nulla.

E ora che siamo qui in Giappone con lui, Lai ci informa che dobbiamo tornare in Cina.

So che mio fratello non è esattamente entusiasta di quel che provo per Rei e capisco che, ora che i campionati di beyblade sono già finiti da un pezzo, è ora di tornare a casa. Ma il pensiero che quel ragazzo fantastico possa decidere di restare qui in Giappone con i Blade Breackers, forse per sempre, mi distrugge.

Lui mi ha trasmesso la passione per il bey. Lui mi ha insegnato a praticarlo. Lui mi ha fatto innamorare per la prima volta.

Non voglio perderlo.

 

Il nostro soggiorno a Villa Kinomiya sta dunque per finire. Beh, niente dura per sempre. Tranne i sentimenti. Quelli non muoiono mai.

Mi appoggio al muro della villa, sola con i miei pensieri.

Vedo Takao e Hilary sfrecciare nel cortile inseguendo Daichi in un’ennesima litigata amichevole. Mi tiro indietro lungo la parete per evitare che mi vedano e magari mi parlino. Non me la sento di dare spiegazioni.

Sono talmente depressa che scivolo lentamente con la schiena contro il muro e mi ritrovo a terra, con le braccia intorno alle ginocchia e il viso basso, premuto contro braccia e gambe.

Passa così un minuto o poco più.

“Mao?”.

Alzo la testa. Rei mi sta osservando e il mio cuore accelera i battiti.

“Va tutto bene?”. La sua voce è incerta.

I suoi occhi dorati così simili ai miei sembrano apprensivi. Sono contenta del fatto che si preoccupi per me, ma ho paura che il suo interessamento non sia altro che semplice affetto. Niente di più.

Abbasso lo sguardo e resto in silenzio.

Rei viene a sedersi in terra accanto a me e mi sfiora una spalla.

“Che ti succede? Non ti ho mai visto così triste”.

Ancora non riesco a parlare, ma non posso più trattenermi.

Scoppio a piangere lanciandomi tra le sue braccia.

“Ma… Mao!”, esclama sorpreso e imbarazzato.

“Non dire niente!”, gli ordino tra i singhiozzi. “Preferisco così…”.

Ricambia l’abbraccio senza parlare. Sento il suo cuore che batte…

Oh, Rei. Perché non capisci? Perché devo lasciarti?

Resto immobile tra le sue braccia forti, il viso contro il suo petto, le mie lacrime che vengono assorbite dal suo corpo. È così rassicurante e protettivo… Vorrei restare abbracciata a lui per tutta la vita. Mi accarezza i capelli e io mi sento quasi evaporare.

“Sicura di non volerne parlare?”, sussurra.

“Non capiresti”.

“Beh, non è detto”.

“Sì, invece!”. Mi allontano di scatto da lui e lo guardo attraverso un velo di pianto. “Non capisci. Non capisci che piango per te. Piango perché non voglio andarmene e lasciarti. Piango perché so che resterai qui con i tuoi compagni. Piango perché ti amo, Rei!”.

Cade il silenzio, rotto solo dai miei singhiozzi, che ora sono aumentati. Mi sento arrossire come una sciocca e volto la testa per non guardarlo negli occhi.

“Ti amo”, ripeto nascondendo il viso. “Ti amo e tu lo sai. Ma non hai mai voluto affrontare i tuoi sentimenti. Probabilmente perché non vuoi darmi un dispiacere. Per te non sono che un’amica, ovvio. Una grande amica, certo, forse una sorella, ma non quel che tu sei per me. E ora che sto per tornare a casa, probabilmente non soffrirai come soffro io. Non sentirai il cuore a pezzi, non piangerai tutte le tue lacrime, non ti sentirai come mi sento io in questo momento. Perché anche se tu mi vuoi bene, io ti amo. E non sai quanto mi faccia male”.

Di nuovo, cade il silenzio. Non oso voltarmi per vedere la reazione di Rei. Non so come ho fatto a parlare così liberamente.

Ad un certo punto sento una parola spezzare il silenzio.

“Scusa”.

Mi volto a guardarlo, stupita. Sembra che anche lui stia lottando con le lacrime. Poi, di colpo e a sorpresa, mi abbraccia di nuovo.

“Ti chiedo scusa”, mi mormora all’orecchio. “Non sapevo quanto ti stessi facendo male evitando di dirti apertamente ciò che provo per te. Non merito il tuo amore”.

Alzo le braccia e ricambio la stretta.

“Ne meriti anche di più”, bisbiglio.

“Hai ragione, Mao. Ho ignorato troppo a lungo i miei sentimenti”. Rei inspira profondamente. “Ti voglio bene, ma non nel modo che credi tu. Un fratello non proverebbe queste emozioni nei confronti di sua sorella. Ciò che sento è molto più forte, anche se ho aperto gli occhi solo ora”.

“Cosa vuoi dire?”.

Si allontana da me e mi guarda negli occhi.

“Ti amo anch’io, Mao”.

Ricambio lo sguardo, completamente senza parole. Qualcuno mi dica subito che non è un sogno.

Rei mi accarezza una guancia e sorride timidamente. Rispondo al sorriso e finalmente mi rendo conto di essere del tutto sveglia.

Si avvicina a me. Sento il suo respiro sulle gote e il mio cuore comincia a battere all’impazzata. I nostri visi sono ormai vicinissimi. Mi perdo nei suoi occhi color del miele e una ciocca dei suoi capelli corvini arriva a solleticarmi la pelle…

“Sono stato così stupido…”.

“Smettila di parlare”.

Sorride. Il suo sorriso in grado di sciogliere un iceberg.

Quando i nostri nasi si sfiorano, chiudo gli occhi.

Finalmente ci uniamo in un bacio.

Prigioniera delle sue labbra, mi dimentico di tutto il resto.

Restiamo a lungo così, le sue mani sulle mie gote, le nostre labbra che formano un tutt’uno, vivendo un sogno bellissimo e reale. Vorrei che non finisse mai.

Ma la dura realtà spezza tutto.

Ci distacchiamo l’uno dall’altra, malvolentieri.

“Resta con me, Mao”.

Lo guardo incerta.

“Non partire. Non voglio perderti proprio ora che ho trovato il tuo amore”.

Mi sembra impossibile di avere di fronte Rei. Non ha mai aperto così il suo cuore. Ora so cosa c’è nel cuore della Tigre Bianca…

“Lo vuoi davvero?”.

Annuisce.

Ma non posso restare. Lai non lo accetterebbe di sicuro e comunque dovrò pur tornare a casa. Cosa devo dirgli?

“Vorrei tanto, Rei…”, comincio confusa.

Mi interrompe posandomi lievemente un dito sulle labbra.

“Non preoccuparti”, sorride dolcemente. “So bene quant’è difficile fare una scelta del genere. Troveremo la soluzione insieme, vedrai”.

Sorrido anch’io.

Ci ritroviamo di nuovo a baciarci.

Non ho paura. So che ora non ci lasceremo mai più.

Nel cuore della tigre c’è un posto speciale anche per me.

 

 

Questa è la mia prima fanfiction seria. Le precedenti sono totalmente idiote, e ve le risparmio. Spero che vi piaccia, anche se non è un granché. Ringrazio molto i lettori: spero che apprezzino la prima fic che decido di pubblicare. Saluti da FataFaby89.

 

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