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STORIA & MISTERI- Satyrnet.it by dott. Michele Lo Presti |
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CASTEL DEL MONTE

Fatto edificare dall’Imperatore Federico II di Svevia vicino
Andria (Ba) nel XIII secolo, si trova su di un colle a metà strada lungo una
immaginaria retta che congiunge la Cattedrale di Chartres (Francia) con la
Piramide di Cheope (Egitto). Tutta la fondazione è basata sull’ottagono:
ottagonale è la pianta del palazzo, con otto torri ottagonali ad ogni vertice,
due piani ciascuno con otto sale, un cortile ottagonale al centro del quale pare
ci fosse una vasca ottagonale.
Sul significato numerologico e simbolico dell’ottagono e del numero otto molto
si è discusso: via di mezzo fra 6 e 10 i numeri rispettivamente del Diavolo e di
Dio, comunicazione fra cielo e terra, simbolo della Resurrezione dalla morte,
Sant’Ambrogio istituì proprio l’ottagono a forma principale per i Battisteri
proprio a sottolineare il carattere salvifico e di rinascita di tale figura e
secoli dopo il restauratore Imperatore Federico II utilizza tale forma per la
sua reggia, probabilmente senza mai abitarla. E proprio in questa mancata
“residenza” sta la stranezza del castello, l’immensa mole di lavoro, denaro,
risorse umane impiegata sembra non avere un fine preciso. Il castello oltretutto
non ha scopi difensivi, essendo costruito senza le basilari accortezze tipiche
dell’epoca quali l’uso di rampe di scale con la sinistra impegnata, per favorire
l’uso delle armi ai difensori e ostacolare gli assalitori.
Dunque qual è il vero scopo di tale, immensa,
opera ? Si dice che il colle su cui si erge la costruzione fosse la sede di un
tesoro che in parte abbia coperto le spese, ma questo non giustifica una cosi
imponente costruzione. Per poter giungere a qualche ipotesi bisogna scavare nel
passato dell’Imperatore Federico II di Svevia: la storia lo tratteggia come uomo
di grande cultura e liberalità, fondò la Scuola Siciliana e liberò dal latifondo
buona parte dell’Impero, ma in questa sede è importante sottolineare un’impresa
che si attendeva da due secoli: la liberazione di Gerusalemme. Proprio la Puglia
è nei secoli delle Crociate un ponte fra Occidente e Oriente, porto da cui
partono e tornano le più grandi spedizioni; di ritorno dalle Crociate i Templari
portarono a Bari le spoglie di San Nicola dalla Terra Santa e proprio lì le
depositano nell’omonima Basilica. E secondo alcuni Federico II, trionfatore
sugli Arabi avrebbe portato con sé il Graal in Puglia, per nasconderlo a Castel
del Monte, in una particolare sala del palazzo.
Ogni sala del castello è contraddistinta da un simbolo inciso sulla chiave di
volta dell’arco di ingresso, tali simboli sono disposti in una sequenza che
determina un percorso obbligato, quasi iniziatico; questo percorso termina
nell’ottava sala del secondo piano, sul cui ingresso è incisa la stella a sei
punte del casato di David, cui erede, secondo una moderna interpretazione,
dovrebbe essere proprio la progenie di Gesù Cristo e della Maddalena. Appunto il
Santo Graal.
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