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STORIA & MISTERI- Satyrnet.it by dott. Michele Lo Presti |
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Il santo Graal
Il
Graal è la leggendaria coppa che dovrebbe aver raccolto il santissimo sangue di
cristo,e al contempo la coppa utilizzata come rito eucaristico nell’ ultima
cena. Per secoli è considerata una reliquia minore, se confrontata alla sindone
o alla vera croce, ma ben presto il graal inizia a divenire importante nell’
ambito della Normandia e della Bretagna. Il Graal diventa simbolo stesso del
cristianesimo in quanto simbolo eucaristico. In realtà il motivo di questa
ascesa del graal in quelle zone, è dovuto al sincretismo religioso, tipico degli
albori del cristianesimo.
Nel Graal erano confluite molte componenti pagane, a cominciare dal concetto di “gran calderone “ druidico. Il Graal acquisi tra l’ altro una serie di portentosi poteri, tra cui la capacità di rendere immortali chi ne veniva in possesso.
Il
Graal Storico
Il Graal è davvero esistito? Probabilmente si, anzi è molto probabile che un recipiente abbia accolto il sangue di Cristo. Durante il processo, uno dei consiglieri del Sinedrio, Pietro d’ Arimatea si batte per provare l’ innocenza di Gesù, tuttavia il suo appello resta inascoltato. Secondo il vangelo, tale pietro di Arimatea riesce a convincere Pilato a farsi consegnare il corpo, al fine di dargli una sepoltura. Per questo mise a disposizione un sepolcro che pietro aveva fatto costruire per lui stesso.
Il corpo di Cristo, deposto dalla croce doveva perdere molto sangue dalla ferita al costato, ed è piuttosto logico che per drenare il corpo dal sangue si fosse usato un recipiente. Il Graal, infatti quasi sicuramente non è una coppa: il termine viene dal galeico Grael, contrazione del Latino Gradalis, cioè un recipiente a metà strada tra un cratere ( un grande vaso molto largo e basso in cui mescere il vino) e una ciotola. Il gradale, tra l’ altro era un oggetto molto usato durante i pranzi per attingere il vino dai crateri. Sembra tuttavia improbabile che lo stesso gradale usato durante una cena, venga adoperato un giorno dopo per una cerimonia funebre. La “storia di Pietro d’ Arimatea”, scritto apocrifo, ci fa pervenire una versione piuttosto realistica dei fatti. Secondo questa versione, Pilato avrebbe fatto sequestrare gli oggetti personali di Gesù, per trovare delle prove da usare nel processo, ed il graal era con essi. Durante il processo Pilato teneva questi oggetti vicino a se. Quando Pilato si cimentò nel famoso gesto di lavarsi le mani, prese il primo oggetto che aveva sottomano, cioè il gradale dell’ ultima cena. E’ importante notare che in questo modo il Graal acquisice una valenza simbolica ulteriore, perché Pilato, nell’ atto di lavarsi le mani nel recipiente, di fatto le sporca maggiormente. Finito il processo, Pietro ottiene il permesso di seppellire il cadavere, e Pilato gli fa consegnare anche gli oggetti personali che aveva fatto requisire.
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